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Come si studia in una Accademia di Nuove Tecnologie

Imparare a pensare prima di fare


Come si studia in una Accademia di Nuove Tecnologie

Non è facile spiegare cosa si studia in Accademia e soprattutto come, anche perché ce ne sono molte e ognuna di esse ha le sue specificità, formando professionisti spesso in ambiti spesso diversi. Le Accademie sono un po' gli eredi moderni delle vecchie botteghe di artigiani e artisti, dove si imparava a fare, si sperimentava e si cresceva insieme al maestro e agli altri studenti. La situazione ora è chiaramente cambiata, ma l’idea di base dovrebbe restare la stessa: si impara lavorando e sbagliando.
Alma Artis è una Accademia che si occupa di Nuove Tecnologie, dalla grafica al video, dalla fotografia alla multimedialità, dal suono all’illuminazione. E di questo voglio parlarvi, di come si studiano queste materie sempre così vicine al limite dell’innovazione.

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Teoria e pratica

Vi sono due aspetti fondamentali dei quali un nuovo studente dell’Accademia deve tener conto: la base teorica e l’esperienza pratica. Sono fondamentali e imprescindibili uno dall’altro, sono le due parti di un tutto che insieme formano il vero artista, il vero progettista, il vero professionista. Quando si entra in Accademia, più che in un corso universitario, dobbiamo aspettarci di affrontare materie che coprano questi due aspetti. La teoria si trova come materia fondamentale, per esempio Storia dell’Arte Contemporanea, ma si trova anche e soprattutto nelle materie pratiche: imparare a fotografare o a montare un video efficace dal punto di vista comunicativo, non esula da una conoscenza approfondita delle tecniche dei più famosi fotografi o dall’aver visto film importanti e fondamentali della storia del cinema, anche se vecchi e noiosi. I nostri docenti sono professionisti che quotidianamente si scontrano con le problematiche lavorative, ma che si aggiornano e sperimentano nuove idee e soluzioni nel loro ambito. Questa metodologia viene trasmessa agli studenti, insegnando una base teorica che permetta di analizzare criticamente il proprio lavoro e una base pratica per andare oltre il limite e fare progetti nuovi e stimolanti.

Progettare prima di fare

Piace a tutti mettersi al tavolo e cominciare a provare grafiche diverse, entrare in sala di posa e scattare, accendere la telecamera e cominciare a girare. Ma dopo? Che succede se lo scatto è quasi quello che volevamo, se i colori che abbiamo usato non sono legati al resto del lavoro o se abbiamo fatto una ripresa da un angolo sbagliato? Prima di fare si deve progettare. Nel corso di Progettazione Multimediale, cerchiamo di insegnare agli studenti a pensare prima di fare. A chi va il tuo lavoro? Sarà visto su un cellulare, su un monitor o proiettato? Il messaggio è per anziani o bambini? E così via. Vi sono moltissime domande che un progettista multimediale o un artista deve porsi prima di mettersi al lavoro. Quali sono le diverse parti dell’intero progetto? Chi ha le migliori competenze e può farlo? In quanto tempo? Quanto costa il materiale e quanto vengono pagate le persone? Queste e molte altre sono le parti che devono essere pensate prima, per avere poi un progetto di alta qualità e con meno intoppi possibili. Non è facile, ma il mondo del lavoro presuppone sempre di più che anche l’artista e il creativo lavorino in modo coordinato con gli altri e con una programmazione più possibile realistica.

Lavoro di gruppo

Un altro aspetto importante che in accademia viene fortemente sperimentato dagli studenti è il lavoro di gruppo. Tendiamo sempre a pensare che siamo i migliori a fare una cosa e a non accettare critiche o consigli, specialmente da chi consideriamo pari o addirittura inferiori. In accademia, gli studenti partono tutti alla pari, e sono le diverse competenze e attitudini che determinano i ruoli. Nel mondo del lavoro, difficilmente un grosso progetto sarà svolto e sostenuto da un'unica persona, che si debba occupare del budget, delle grafiche pubblicitarie, delle foto, del video di backstage e dell’istallazione multimediale e così via. Sarà un team che opererà, con ruoli (si spera!) ben definiti e competenze usate nel modo giusto. Ad ognuno una parte e possibilmente quella che sa fare meglio, per avere una somma di lavori ottimi e un progetto anche migliore! Questa è una dinamica che difficilmente va liscia senza creare attriti, rivalità, disagi e ritardi. È difficile lavorare con altre persone e dipendere da loro e questo può portare a grandi risultati o a fallimenti incredibili. Gli studenti imparano a fare progetti di gruppo, a volte con soddisfazione e a volte con grossi contrasti, ma è una palestra indispensabile per imparare la gestione delle relazioni umane nel mondo del lavoro reale.

Confronto sul campo

L’ultimo aspetto importante è il saper confrontarsi con gli altri, scoprire quanto siamo bravi e quanto lo sono gli altri, ponendosi sfide sempre più importanti. Nelle accademie si fanno stage e tirocini, che mettono lo studente di fronte a veri e propri ambienti lavorativi, a volte noiosi e ripetitivi, a volte difficili e stimolanti, ma che portano sempre a una crescita professionale e umana dello studente. Concorsi, contest e mostre sono altre occasioni che spesso si presentano durante il percorso formativo, e che sta allo studente coglierle al volo e usarle per imparare. L’importante non è vincere, ma partecipare in modo serio e responsabile, dando il meglio.

post 2019 Brogni - flusso didattico

Conclusione

L'obbiettivo è sempre quello di formare persone in grado di affrontare il mondo lavorativo con sicurezza, mostrando loro opportunità lavorative a volte non subito evidenti e in campi sia tradizionali che innovativi, quali la multimedialità o la realtà aumentata. Studiare in una Accademia quindi significa sì fare, ma soprattutto fare con consapevolezza. Sapere quello si sta facendo e perché, capire i meccanismi del processo creativo e metterli in pratica, confrontandosi con gli altri e collaborando per raggiungere obbiettivi ambiziosi e innovativi.

Andrea Brogni
Direttore Scientifico dell'Alma Artis, insegna Progettazione Multimediale nel corso di Art and Digital Technologies.